lunedì, 21 luglio 2008
 
postato da: DottorBenway alle ore 11:46 | Permalink | commenti (1)
categoria:musica, video
venerdì, 20 giugno 2008
postato da: DottorBenway alle ore 11:29 | Permalink | commenti
categoria:musica
domenica, 08 giugno 2008
postato da: DottorBenway alle ore 10:44 | Permalink | commenti (2)
categoria:musica
giovedì, 22 maggio 2008
 
postato da: DottorBenway alle ore 17:15 | Permalink | commenti
categoria:musica, video
giovedì, 15 maggio 2008
Il concerto di Fresu/Galliano/Lundgren (progetto Mare Nostrum) è stato comunque morbido e conciliante: hanno suonato pezzi composti da ciascuno di loro, standards della tradizione jazz e qualcosa di brasiliano, un pezzo di Antonio Carlos Jobim, mi pare, che mi era piaciuto molto e che quindi ritroverò. Fresu riesce a concliliare momenti lirici assegnati alla sua tromba, che si divincola tra la terra e l'assoluto, a intermezzi clowneschi tra un pezzo e l'altro; Lundgren, giovanissimo, è stato una rivelazione degna di nota e Galliano, che dire?, un vero e proprio uomofisarmonica.
postato da: DottorBenway alle ore 10:07 | Permalink | commenti (2)
categoria:musica, appunti, concerti
venerdì, 18 aprile 2008
India India, quante volte ti ho vista sulla cartina e ti ho sottovalutata.
postato da: DottorBenway alle ore 10:55 | Permalink | commenti (3)
categoria:citazioni, musica
martedì, 08 aprile 2008
 
postato da: DottorBenway alle ore 11:53 | Permalink | commenti (3)
categoria:musica, video
domenica, 06 aprile 2008


Larry Nocella, I Only Have Eyes For You.
postato da: DottorBenway alle ore 09:40 | Permalink | commenti (1)
categoria:citazioni, musica, larry nocella
domenica, 06 aprile 2008
Ieri Velia mi raccontava del nottambulismo negli anni '70, quando si passava di locale in locale, alla ricerca di jazz, vita e nuove esperienze. Conoscevi Larry Nocella?, chiedo. E lei si mostra emozionata ed entusiasmata da questa domanda, aveva visto Larry una sola volta, rimanendone profondamente colpita; più tardi avrebbe preso a fare ricerche sul sassofonista di Battipaglia e si sarebbe resa conto di quanto poco conosciuta e tramandata fosse la sua musica. Mi ha raccontato, Velia, di un Luigi Bonafede che, commosso dalla sua inaspettata richiesta di informazioni su Larry, si è premurato di farle avere diverso materiale su di lui, precipitandosi in un viaggio da Torino a Napoli.
Io ho conosciuto la figura di Larry Nocella grazie a Liliana, che di Larry era la sorella;  dico era perché temo, anzi ormai ne sono del tutto sicuro, che sia morta. Liliana era una donna ruvida, intrattabile, irrispettosa, era soprattutto una donna molto fragile e, come spesso avviene, quando la fragilità arriva ad un altissimo stadio di decomposizione, è come se si trasformasse in una specie di corteccia dura e impermeabile. Era malata di leucemia, e non faceva niente per arginare il male, anzi, continuava a bere e fumare; mi sorprendeva il modo assolutamente amichevole e scontato con cui parlava della morte. Diceva che la vita si misura dalla qualità non dalla quantità, e lei aveva già vissuto tutto quello che c'era da vivere; non si riconosceva nei nostri tempi, nell'era di internet. Se un giorno le avessero detto, diceva, che si sarebbe ridotta così, alla totale solitudine, non ci avrebbe creduto. Negli ultimi tempi è stata costretta a combattere anche contro il comune di Milano che voleva toglierle la casa; credo che sia morta sola come una bestia. A poco a poco però mi sono reso conto che Liliana era morta nel 1989, insieme al fratello, Larry appunto. Ma chi era Larry? Mi verrebbe da dire, con un pizzico di retorica, che Larry è stato il più grande sassofonista jazz italiano. Quando Liliana mi raccontava del fratello devo ammettere che non le prestavo molto ascolto, non ero ancora ben avviato alla storia del jazz, e pensavo che questo Larry fosse uno dei tanti che avevano imbracciato uno strumento in assenza di ispirazione. Tanto più che le notizie reperibili su di lui sono davvero esigue; è come se la figura di Larry Nocella affondasse nella notte dei tempi, una figura mitologica, fluida, della cui esistenza concreta si conosce poco o nulla, ma di cui pure tutti parlano con la massima reverenza e commozione. Ha vissuto il jazz così come bisognerebbe viverlo, senza clamori, trasformando la musica in pura vita, e quindi lasciando da parte qualsiasi biografismo e qualsiasi retorica; il jazz, quando suonava Larry, era ancora musica per randagi che si trascinavano, pur nell'estrema povertà, di locale in locale, per cercare la nota perfetta, quella carica di commozione, ferocia, vita, bellezza. Liliana mi ha mandato anche diverso materiale sul fratello, tra cui una meravigliosa intervista in cui parla, tra le altre cose, di John Coltrane e Sonny Rollins; mi raccontava Liliana della giovinezza americana, della fuga dalla famiglia con il sax come unico amico, degli incontri con Coltrane, Chet Baker e quant'altro; poi in Italia, dove Larry pare abbia importato il jazz praticamente dal nulla; a Napoli dove suonerà con il primissimo, introducendo alla musica, Pino Daniele e poi al Capolinea di Milano, l'eroina e la fuga in Svizzera, poi la Francia. Come ogni grande nome del jazz, Larry è stato un personaggio contraddittorio, lirico e malinconico, spirito autodistruttivo, improvvisatore senza confini in tutti gli ambiti, ombroso ma anche animato da una generosità fuori dal comune, in ambito musicale e non.
Oggi che riscopro la musica di Larry Nocella, per quel poco che ci è dato di conoscere, mi accorgo quale e quanta importanza abbia avuto nel panorama musicale italiano e extraitaliano; qualsiasi persona abbia fatto jazz in Italia in qualche modo lo deve a Larry e il suo nome - per quanto ingenerosamente dimenticato dalla critica - resta vivissimo nel cuore di quanti hanno avuto l'onore di condividere la disperata, straziata, marginale scena del jazz con lui, dagli albori, sequenza dopo sequenza. In qualche modo, se possiamo parlare di jazz in Italia, lo dobbiamo anche e soprattutto alla dissolutoria evanescenza di Larry Nocella.
postato da: DottorBenway alle ore 09:21 | Permalink | commenti (4)
categoria:citazioni, musica, appunti, larry nocella
giovedì, 03 aprile 2008


T
om Verlaine, album omonimo, 1979.
postato da: DottorBenway alle ore 09:38 | Permalink | commenti
categoria:citazioni, musica