È inutile, gli italiani voteranno sempre a destra e, come diceva Montanelli, non sanno votare a destra senza cadere nel manganello. Berlusconi governerà anche da morto. L'orrore non sta nella sconfitta, che in un contesto normale poteva anche preventivarsi, ma nel fatto che dall'altro lato ci si una personaggio che da venti anni a questa parte fa dell'Italia tutto quello che vuole senza neanche avvertire la necessità di instaurare una dittatura; siamo dinanzi a un modello statale assolutamente inedito: il plebiscitarismo rappresentativo. Più ti atteggi da antidemocratico più voti ricevi. Berlusconi ha potuto iniziare la sua nuova avventura di governo con la frase, in diretta telefonica da Bruno Vespa, sono commosso. E come potrebbe essere diversamente? Tanto consenso e tanta gratuità da parte degli elettori non possono che essere ripagati dal pater familias con la commozione, il gesto che lega empaticamente, affetivamente e visceralmente il capo ai suoi rappresentati senza bisogno di nessuna intermediazione civile, statale o culturale. È lo stesso procedimento con cui funziona l'evasione fiscale, siamo amici, ci vogliamo bene, io ti faccio lo sconto e tu non chiedi la fatturazione. Ci vogliamo tutti troppo bene in Italia, è questo il problema. Gli amici ti cadono letteralmente addosso ad ogni angolo della strada.
La verità è che, antipolitica sì antipolitica no, noi dovremmo baciare i piedi a Veltroni per aver tentato un'impresa disperata, introdurre un abbozzo di pensiero progressivo in un'Italia sempre più preda di istinti beceri ed estemporanei, dimentica del passato remoto come di quello recentissimo.
Siamo tutti Berlusconi; ci offende e lo votiamo, fa cabaret e lo votiamo, fa i cazzi suoi con la politica, e proprio perché si sa, si sa che fa i cazzi suoi, è una cosa universalmente riconosciuta, proprio per questo, non perché ci sia qualcosa di nascosto o irrivelato, proprio per questo lo votiamo. Perché tutti noi vorremo arrivare illecitamente al potere, ed è proprio il fatto che ci sia arrivato illecitamente che ci riempie di ammirazione nei suoi riguardi. In famiglia ti insegnano ad essere come Berlusconi, a scuola ti insegnano ad essere come Berlusconi, nei luoghi pubblici e privati, in ogni minimo anfratto dell'animo italiota c'è un po' dell'essere e del comportamento di Berlusconi. Ecco perché siamo tutti Berlusconi.
La verità è che, antipolitica sì antipolitica no, noi dovremmo baciare i piedi a Veltroni per aver tentato un'impresa disperata, introdurre un abbozzo di pensiero progressivo in un'Italia sempre più preda di istinti beceri ed estemporanei, dimentica del passato remoto come di quello recentissimo.
Siamo tutti Berlusconi; ci offende e lo votiamo, fa cabaret e lo votiamo, fa i cazzi suoi con la politica, e proprio perché si sa, si sa che fa i cazzi suoi, è una cosa universalmente riconosciuta, proprio per questo, non perché ci sia qualcosa di nascosto o irrivelato, proprio per questo lo votiamo. Perché tutti noi vorremo arrivare illecitamente al potere, ed è proprio il fatto che ci sia arrivato illecitamente che ci riempie di ammirazione nei suoi riguardi. In famiglia ti insegnano ad essere come Berlusconi, a scuola ti insegnano ad essere come Berlusconi, nei luoghi pubblici e privati, in ogni minimo anfratto dell'animo italiota c'è un po' dell'essere e del comportamento di Berlusconi. Ecco perché siamo tutti Berlusconi.
postato da: DottorBenway alle ore 10:11 | Permalink | commenti (16)
categoria:politica, riflessioni, opinioni, disillusioni
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