mercoledì, 06 agosto 2008
L'avete sentito anche voi Tremonti che parla di social housing? Bene, se ve la siete scappottata, non tornate indietro.
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categoria:appunti, cazzate
giovedì, 24 luglio 2008
Le ultime notizie sul caso De Goudron, il napoletano residente in Olanda misteriosamente fuggito in Napal, mi sono giunte direttamente dalla bocca di mia madre. L'anna telefonat, ha rispost ca nun vo esser cacat o cazz.
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categoria:cazzate
mercoledì, 14 maggio 2008
A Cava De' Tirreni hanno strane usanze; in primis tra i personaggi famosi del posto svetta una tale Mamma Lucia, venerata endemicamente dalla popolazione locale, la quale avrebbe dato sepoltura ai cadaveri dei soldati tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale al grido di song tutt figl' 'e mamma, aforisma che, a loro avviso, ancora oggi viene ripetuto e celebrato in tutto il mondo. In secondo luogo sono stato lì per un concerto e l'assegnazione del posto (qualora si compri il biglietto in qualsiasi altra zona che non sia Salerno) non viene tributata direttamente con l'acquisto del biglietto (peraltro stranissimo per forma e contenuto e venduto esclusivamente in abbinamento con una busta del pane), ma bisogna effettuarla in loco. Per loro questa particolarità è un vero e proprio vanto, evidentemente un segno di ospitalità, al punto che ad una signora che ha provato, inopportunamente, a chiedere dove era possibile procedere all'assegnazione, le è stato automaticamente risposto: "solo ed esclusivamente qui da noi, signora"; da notare l'avverbio esclusivamente che sancisce un legame indissolubile tra assegnazione del posto e ospitalità. In tutto questo però chi aveva comprato il biglietto a Salerno (chissà se sempre in abbinamento a una busta per il pane) poteva fregiarsi di un ingresso preferenziale, senza previa assegnazione del posto.
Infine una gentile ragazza ti aiutava a trovare posto, sebbene - in un cinema - la dislocazione dei posti fosse del tutto palese; ma non c'era scampo, anche se tentavi di trovare posto senza il suo ausilio, eccola pronta a precipitarti addosso con i suoi modi affabili e imperativi e i suoi buonasera e prego che, sradicando lo spettatore da qualsiasi tentativo di partecipazione autonoma, subito gli imponevano di trovare posto.
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categoria:racconti, cazzate
lunedì, 28 aprile 2008
Show del mite Alfredo che non perde occasione per mostrare il suo odio atavico verso il Parma; ieri in compagnia, per la seconda volta di seguito, di figli perfettamente simmetrici alla sua doppia personalità: l'uno cazzaro e invadente l'altro sonnolento e remissivo. La volta scorsa il figlio cazzuto non faceva altro che chiedere in giro i risultati delle partite ai soliti noti della Tribuna, suscitando a più riprese il rimprovero del mite Alfredo, timoroso delle potenziali e sacrosante ripercussioni fisiche sul figlio, che non mancava di inserirsi avventatamente anche in isteriche dispute tra sostenitori di Calaiò e Sosa.
Ieri però il figlio era dotato di apposita radiolina per seguire i risultati delle partite, fatto che l'ha parzialmente placato; a un certo punto Parma uno Reggina zero, ed ecco il mite Alfredo svegliarsi di soprassalto dal suo abituale torpore prima ancora che il figlio avesse concluso la frase, anzi aveva pronunciato appena appena la parola Parma. CHI?, fa Alfredo, pieno di cazzimma, lasciando trasparire un tale odio verso il Parma che per poco si ripercuoteva anche sull'ignaro figlio, reo ai suoi occhi di aver fatto segnare il Parma con la sola forza del pensiero. Su questa cosa che il Parma vincesse il mite Alfredo proprio non ci poteva passare; chiedeva in giro, postulava ipotesi alternative, bestemmiava contro la Reggina, fin quando non si è ribaltato il risultato: "ha segnato la Reggina", prorompe all'improvviso pieno di soddisfazione, riferendosi al secondo gol, un urlo di goduria incomprensibile nel silenzio della Tribuna che probabilmente in quei frangenti avrebbe voluto seguire la partita del Napoli piuttosto che conoscere il risultato di Parma. E poco prima, espulso Paci (del Parma), doppiando il figlio che come al solito, quando si tratta di notizie inerenti al Parma, non riusciva neanche a concludere la frase che il mite Alfredo, telepaticamente, cnosceva già gli esiti delle sue parole.
Alla fine restano le conversazioni da bar con l'inseparabile uomo all'incontrario.
"Però, sai Alfre', a me farebbe piacere se il Parma retrocedesse"; e Alfredo, che non poteva lasciare cadere di certo una valutazione del genere senza esprimere il proprio giudizio (BRAV' BRAV'), con il sangue agli occhi, sospinto da incubi annichilenti e miasmi irrazionali che mal si addicono alla sua celebrata mitezza. Cercando, contemporaneamente, di trascinare anche l'amico in questo vortice ossessivo e autodistruttivo.
Altra attività cara al mite Alfredo è la ricerca, con conseguente stanamento, di complotti calcistici; in occasione dell'infortunio di Iezzo si era pronunciato dicendo che il portiere napoletano era stato freddato, con mazza da baseball (attenzione all'elemento folkloristico), da un indemoniato Domizzi che l'avrebbe sorpreso mentre fotteva con sua moglie. Ieri invece ha detto che, nella partita contro il Parma della settimana scorsa, si era venuto a creare un cortocircuito tra giocatori italiani, che si erano venduti la partita, e giocatori sudamericani che non ne sapevano niente. Che abbia ragione il mite Alfredo? Chi di voi non avrebbe creduto ciecamente alle parole del mite Alfredo? Fosse solo per la presenza, conclamata, di una mazza da baseball. A noi resta la speranza che il Parma retroceda, ma soltanto per poter osservare un mite Alfredo al pieno della sua estasi, estasi - è bene dirlo - che supererebbe ampiamente qualsiasi successo del Napoli, fosse anche lo scudetto.
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categoria:racconti, cazzate, calcio
sabato, 26 aprile 2008
Una volta Mario B. mi ha fatto telefonare da Gianni alle 10 del mattino per sapere se intendessi andare a uno spettacolo di Luttazzi che si sarebbe svolto un mese dopo. Fissò come termine improrogabile per ricevere una mia risposta le 15 dello stesso giorno. Solo ora, da profano quale sono, mi accorgo che evidentemente quell'orario non era stato scelto invano ma aveva una qualche connessione con la temibile contro-ora, aveva quindi (forse) una funzione taumaturgica. Che la contro-ora abbia qualche riferimento alla tazza del cesso e ai misteri instestinali? Eppure domani la partita del Napoli si giocherà in piena contro-ora e la contro-ora inizia ad essere afosa. Che la contro-ora si riferisca, invece, a sommovimenti cosmici e a particolari congiunzioni astrali che implicano i concetti di fortuna e sfortuna? La nostra ricerca per una definizione adeguata di contro-ora è appena iniziata, e come avviene per ogni ricerca che voglia avventurarsi in luoghi torbidi e minacciosi, essa sarà ripetutamente messa a repentaglio da tutte quelle forze che la insidiano, impedendole di pervenire a una qualche verità stabile. E forse, forse anche l'uomo all'incontrario - ora che ci penso - forse anche lui è una potenziale declinazione della contro-ora, considerando che la sua esistenza non funziona secondo le leggi del nostro tempo ma secondo quelle di un tempo alternativo e contrario; che sia la contro-ora a governare le parole dell'uomo all'incontrario?
Possediamo al momento scarsi indizi sul senso della contro-ora; si tratta di una breve e apparentemente innocente conversazione tra Pierpaolo e Mario B. in cui quest'ultimo ha risposto con aria seccata al timido tentativo di chiedere delucidazioni da parte di Pierpaolo su questo fantomatico interstizio spazio-temporale.
- Domani si va al Comicon alla contro-ora, dice Mario B., presentandola subito come un'untità temporale sovrasensibile e necessaria, da imporre con tono imperativo.
- La contro-ora, quindi verso che ora sarebbe?, da notare che Pierpaolo, considerando immediatamente la pericolosità e perversità del concetto incautamente buttato nella mischia, non si sbilancia e tenta un approccio di compromesso:  non lascia intendere che conosca l'argomento, tanto meno che non sappia di cosa si sta parlando. La prudenza non è mai troppa in simili circostanze.
- Eh la contro-ora, verso le tre, tre e mezza, risponde Mario B., con l'aria seccata di chi non viene immediatamente compreso pur avendo espresso un concetto evidente e inesprimibile in altre parole.
Quest'ultimo passaggio appare così decisivo; evidentemente di questa contro-ora o se ne ha una conoscenza rivelata, di tipo profetico, oppure qualsiasi tentativo di approcciarla da una prospettiva razionalistica appare del tutto sterile, essendo in ogni caso destinato al fallimento.
Cos'è, dunque, la contro-ora? Se vengo colpito in pieno dalla cacata di un piccione temo di conoscerla, ma quando tutto funziona secondo logica ecco che essa pare allontanarsi da me.
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categoria:racconti, cazzate
mercoledì, 23 aprile 2008
Domani sarà il primo dei quattro giorni di Comicon, che terminerà domenica con l'usuale (e imprescindibile) gara dei cosplayer; l'anno scorso ci regalò un mucchio di adolescenti urlanti NARUTO sotto lo sguardo fanciullesco e annoiato del maestro Go Nagai, che a un certo punto pensò bene di andare via.
Noi andremo domani sotto intimidazione di Mario B., che ha imposto imperiosamente la giornata di domani come termine unico di partecipazione. In dubbio tra la contro-ora e qualsiasi altro orario della giornata, abbiamo deciso, infine, di andare in mattinata e prolungare la nostra presenza per tutto il pomeriggio attraversando, con ogni probabilità, anche la fantomatica contro-ora, zona temporale non meglio precisata e conoscibile solo da una ristretta cerchia di eletti.
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categoria:appunti, cazzate
giovedì, 17 aprile 2008
Facoltoso vice-sindaco di Treviso: quello che a parere di Vespa e altri giornalisti, se si escludono alcune esternazioni, è una persona dotata di buon senso; ci sarà da credergli?

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categoria:citazioni, politica, appunti, cazzate
lunedì, 14 aprile 2008
Una delle interviste più stranianti della storia del giornalismo, che ho l'onore di custodire gelosamente. Era la passata tornata elettorale, Gaetano Saya, uomo d'azione, a tratti inquietante a tratti esilarante, telefona alla sede de l'Unità per rilasciare alcune dichiarazioni sconvenienti su Berlusconi; così da El Alamein e la nafta a Fini e i froci, e soprattutto l'indimenticabile conclusione in cui si parla di una bozza segretissima sigillata in ceralacca. Vasile, c'è mai stato a El Alamein?



16.02.2006
Con Berlusconi trattavo da due anni
di Vincenzo Vasile

«Sono Gaetano Saya. Voi siete i miei nemici, ma avete vinto e io voglio consegnarmi». Inattesa telefonata a “l’Unità” dell’«uomo nero» alleato di Berlusconi. Chiediamo: consegnarsi a chi? «Al nemico. Perché è meglio fare così, invece che stare appresso ai falsi amici bugiardi e imbroglioni».

Mi sa che lei si riferisce a Silvio Berlusconi…
«Certo, e a chi altro? Voglio fare una cosa plateale, vengo nella vostra sede per arrendermi, perché certe cose hanno bisogno di un certo simbolismo, e il simbolismo conta…»

Lasciamo perdere le rese e le simbologie, torniamo alle bugie…
«Sì, quel bugiardo ha raccontato solo balle, a me ha detto tutto e il contrario di tutto, e adesso le stesse bugie è pronto a ripeterle al popolo italiano. Mi faceva fare il lavoro sporco».

Eppure lei lo chiamava "Nostro condottiero", "Sua Eccellenza"…
«Io lo stimavo, e potrei continuare a stimarlo, ma Berlusconi mi ha mandato allo sbaraglio. Dopo avermi dato precise garanzie. Vasile, c'è mai stato a El Alamein?».

Ci sono stato. Ma che c'entra?
«Io che pure sono un uomo di azione là mi sono commosso. Lì non mancò il valore, non mancò l'ardimento, mancarono i rifornimenti, mancò la nafta… Quindi, io dico, se - come a El Alamein - tu mi mandi allo sbaraglio, allora sei un traditore…. Io sono stato mandato da solo ad affrontare la vostra macchina da guerra…».

Per favore, lasciamo perdere quest'espressione, che dicono porti male… Abbiamo raccontato di quella foto nel vostro sito: Berlusconi con sua moglie, e dei vostri slogan, del fatto che proclamavate un accordo elettorale con la Casa delle libertà. Lei dice che Berlusconi le offrì garanzie, di che tipo?
«Certo che glie lo dico, ma prima una cosa voglio raccontare, di come Berlusconi nel primo nostro incontro parlò malissimo di Fini, per certe situazioni…».

E anche questo che c'entra?
«C'entra: Berlusconi è stato messo sottoscopa, ora ha avuto un incontro segretissimo con Fini, e si sono presi a parolacce. Fini gli ha detto: o lui o me».

Lui chi?
«Lui io: Gaetano Saya».

Ma è così forte lei da far succedere queste guerre?
«Il fatto è che ho il simbolo, il simbolo storico del Msi, paralellepipedo e fiamma. E lui Fini, ne ha il terrore. Se non che quando la delegazione del Nuovo Msi andò in visita a palazzo Grazioli, lui…».

Lui stavolta chi è?
«Lui, Berlusconi - "Lui" - la nostra delegazione l'accolse dicendo: 'Vi posso dare una buona notizia, Fini vi ha accettato. Entrate nella Casa delle libertà'. Avrei dovuto aspettarmelo che c'era un trucco. Era stato Fini a organizzare tutto per colpirmi. Nasce da Fini la scorsa estate tutto il caso giudiziario della Dssa, organizzò tutto…».

Con ordine, Saya: l'incontro con Berlusconi quando avvenne?
«Il 29 settembre 2005. Ed era un giovedì. Se non che avremmo dovuto vederci martedì, e la segreteria di Berlusconi ci chiamò: il presidente si scusa, facciamo tra due giorni. Così a palazzo Grazioli Lui esordì davanti a MariaAntonietta Cannizzaro: scusi signora, ma ho impiegato questi giorni proprio per convincere Gianfranco. Ci sono riuscito. Mentiva? Se ha mentito a me ora mente a tutti gli italiani. E questo punto racconto tutto a voi che considero i miei nemici».

Saya, diciamo avversari…
«Vasile, preferisco nemici perché io sono uomo d'azione: chi non è con me è contro di me».

Questa l'ho già sentita. E poi nega di essere un fascista…
«Ho detto che il fascismo è una cosa irripetibile da consegnare alla storia».

Vorrei vedere. Berlusconi però sostiene di non sapere chi sia Gaetano Saya…
«Ma se noi siamo in trattativa da due anni… I rapporti li teneva Cinzia Confisco che fa parte della sua segreteria, e alle europee a Milano avremmo candidato un indipendente nelle liste di Forza Italia, e in Toscana un accordo analogo ci assicurava quattro posti di sottogoverno…».

Durava da due anni, dice sul serio?
«Sì, due anni. Io gli servo per blindare l'ala destra dell'elettorato».

Ma siamo realisti: il suo gruppo è piccolino, Saya, l'ala destra come facevate a blindarla?
«Eh, no, noi abbiamo quel simbolo, registrato con i diritti d'autore e ora metto in moto gli avvocati, perché parallelepipedo e fiamma sono nostri. E Fini rischia il tracollo. Perché l'elettore tradizionale di destra non vuol sentire parlare di gay, vuol sentirsi dire che sono finocchi, mi consenta…».

Va be', le consento, ma in che senso?
«Nel senso che Saya li chiama finocchi, mentre Fini li definisce gay, e poi vuol dare persino il voto agli immigrati».

Io rimango convinto che la trattativa vera Forza Italia la faceva con Alternativa sociale che qualche voto in più di voi ce l'ha.
«Macché. Sì,alle europee hanno avuto il 2%, è questo che vuol dire? Ma la Mussolini aveva messo su una confederazione di quattro partiti, e il 2 per cento con quattro partiti significa che hanno lo zero cinquanta, non so se lei ci arriva…».

Ci arrivo. Comunque ora non se ne fa più niente?
«Eh no, io personalmente ho consegnato a palazzo Grazioli una bozza segretissima con sigillo in ceralacca proprio la settimana scorsa…».

Bozza segretissima?
«Sì, il nostro accordo. Già concordato nei particolari. Ci saremmo presentati con il nostro simbolo collegato alla Cdl in Lombardia Piemonte Lazio Puglia Sardegna Calabria, capolista Maria Antonietta Cannizzaro, io candidato al Senato. Mentre in tutte le altre regioni lui avrebbe messo gente di sua fiducia nelle nostre liste…».

Come? Uomini di fiducia?
«Sì, lui avrebbe giocato con due mazzi. Perché aveva un sacco di richieste di candidature per Forza Italia, ma non ha più posti liberi, e allora la mia lista avrebbe fatto da contenitore per tutti questi candidati. Perché io finora andavo bene, ho avuto l'ordine di attaccare l'Unità, e ho attaccato, ero il Bertinotti di destra, o se vuole una specie di Lega che a livello nazionale ha l'ordine di far casino, di dire quello che Forza italia non può dire. Anche il vostro non è un gioco delle parti?».

Lei dice? Torniamo alla "bozza segretissima".
«Io la consegno, e qualche giorno dopo mi chiama la segreteria di Vizzini, ero in treno: ho un mio amico avvocato, testimone. Mi dicono, gentilissimi: 'Guardi Saya, lei non la possiamo più candidare, vede l'Unità come ci attacca. Lei la sua candidatura la ritiene proprio indispensabile? E io rispondo: va bene, si va avanti lo stesso. E si stava andando avanti, senza più Gaetano Saya candidato, ma con i miei uomini accanto ai suoi, sotto il mio simbolo».

E lui, Lui, vi ha scaricato…
«E io mi arrendo al nemico. Senta: voglio parlare con Colombo, che è un intellettuale, e io sono uomo d'azione. Che non mi attacchi più, glie lo dica. Allora, con Colombo pace fatta?».
postato da: DottorBenway alle ore 13:13 | Permalink | commenti
categoria:politica, cazzate, notizie, giornalismo
lunedì, 14 aprile 2008
Sono stato mezzora per capire quale fosse la strategia migliore per fare una crocetta che non rientrasse nel 90% di possibilità di voto nullo.
postato da: DottorBenway alle ore 08:56 | Permalink | commenti
categoria:politica, cazzate
giovedì, 10 aprile 2008
La ricordavate questa? Non potrò mai dimenticare l'estasi raggiunta la prima volta che la lessi, sono cose che ti segnano a vita.
postato da: DottorBenway alle ore 18:54 | Permalink | commenti (2)
categoria:cazzate, notizie, giornalismo