domenica, 22 giugno 2008
Che spettacolo questa Russia, ha giocato 120' senza un attimo di pausa, lasciando ad un'Olanda fuori condizione fisica solo le briciole derivate dai calci piazzati; ha sfoderato un calcio totale e intuitivo, azioni progrettate a memoria, incessante movimento senza palla e ripartenze letali. Arshavin è un vero fenomeno, Zhirkov instancabile sulla corsia sinistra, Semak diga davanti alla difesa e playmaker che lavora una grande quantità di palloni, Kolodin non sarà particolarmente brillante in fase difensiva ma possiede un tiro che ogni volta che tentava di liberarlo andavo a nascondermi sotto il letto, terrificante. Maravigliosa Russia, grande spettacolo.
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categoria:calcio
martedì, 10 giugno 2008
Ho visto un po' della partita della Francia e ho avuto l'impressione che Bafétimbi Gomis sia un giocatore costruito su misura per Reja. Se non altro, per il momento, abbiamo la certezza che German Denis è un gran centravanti: ne hanno parlato con sufficienza sia Gianni Di Marzio che Salvatore Bagni.
Ma Palladino? 12 milioni per uno che conoscerà la grande tradizione rejana dei Rullo e dei Dalla Bona?
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categoria:appunti, calcio
lunedì, 28 aprile 2008
Show del mite Alfredo che non perde occasione per mostrare il suo odio atavico verso il Parma; ieri in compagnia, per la seconda volta di seguito, di figli perfettamente simmetrici alla sua doppia personalità: l'uno cazzaro e invadente l'altro sonnolento e remissivo. La volta scorsa il figlio cazzuto non faceva altro che chiedere in giro i risultati delle partite ai soliti noti della Tribuna, suscitando a più riprese il rimprovero del mite Alfredo, timoroso delle potenziali e sacrosante ripercussioni fisiche sul figlio, che non mancava di inserirsi avventatamente anche in isteriche dispute tra sostenitori di Calaiò e Sosa.
Ieri però il figlio era dotato di apposita radiolina per seguire i risultati delle partite, fatto che l'ha parzialmente placato; a un certo punto Parma uno Reggina zero, ed ecco il mite Alfredo svegliarsi di soprassalto dal suo abituale torpore prima ancora che il figlio avesse concluso la frase, anzi aveva pronunciato appena appena la parola Parma. CHI?, fa Alfredo, pieno di cazzimma, lasciando trasparire un tale odio verso il Parma che per poco si ripercuoteva anche sull'ignaro figlio, reo ai suoi occhi di aver fatto segnare il Parma con la sola forza del pensiero. Su questa cosa che il Parma vincesse il mite Alfredo proprio non ci poteva passare; chiedeva in giro, postulava ipotesi alternative, bestemmiava contro la Reggina, fin quando non si è ribaltato il risultato: "ha segnato la Reggina", prorompe all'improvviso pieno di soddisfazione, riferendosi al secondo gol, un urlo di goduria incomprensibile nel silenzio della Tribuna che probabilmente in quei frangenti avrebbe voluto seguire la partita del Napoli piuttosto che conoscere il risultato di Parma. E poco prima, espulso Paci (del Parma), doppiando il figlio che come al solito, quando si tratta di notizie inerenti al Parma, non riusciva neanche a concludere la frase che il mite Alfredo, telepaticamente, cnosceva già gli esiti delle sue parole.
Alla fine restano le conversazioni da bar con l'inseparabile uomo all'incontrario.
"Però, sai Alfre', a me farebbe piacere se il Parma retrocedesse"; e Alfredo, che non poteva lasciare cadere di certo una valutazione del genere senza esprimere il proprio giudizio (BRAV' BRAV'), con il sangue agli occhi, sospinto da incubi annichilenti e miasmi irrazionali che mal si addicono alla sua celebrata mitezza. Cercando, contemporaneamente, di trascinare anche l'amico in questo vortice ossessivo e autodistruttivo.
Altra attività cara al mite Alfredo è la ricerca, con conseguente stanamento, di complotti calcistici; in occasione dell'infortunio di Iezzo si era pronunciato dicendo che il portiere napoletano era stato freddato, con mazza da baseball (attenzione all'elemento folkloristico), da un indemoniato Domizzi che l'avrebbe sorpreso mentre fotteva con sua moglie. Ieri invece ha detto che, nella partita contro il Parma della settimana scorsa, si era venuto a creare un cortocircuito tra giocatori italiani, che si erano venduti la partita, e giocatori sudamericani che non ne sapevano niente. Che abbia ragione il mite Alfredo? Chi di voi non avrebbe creduto ciecamente alle parole del mite Alfredo? Fosse solo per la presenza, conclamata, di una mazza da baseball. A noi resta la speranza che il Parma retroceda, ma soltanto per poter osservare un mite Alfredo al pieno della sua estasi, estasi - è bene dirlo - che supererebbe ampiamente qualsiasi successo del Napoli, fosse anche lo scudetto.
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lunedì, 14 aprile 2008
Se non altro possiamo accontentarci delle piccole gioie quotidiane. Da ieri il Pianura è in serie D.
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lunedì, 07 aprile 2008
Ma come riesce, Sosa, a rendere nettissime azioni da gol talmente insignificanti che non vengono riportate neanche nelle sintesi della partita?
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categoria:calcio
mercoledì, 02 aprile 2008
Foss a Maronn. So che avrei dovuto considerare una categoria Paolo Del Genio ad hoc per questa notizia. Ricordo a tutti, inoltre, che l'uomo delle bollette si è espresso sulla questione allenatore dicendosi sicuro (MA ALLO' VUJE NUN SAPIT PROPR NIENT?) che l'anno prossimo arriverà Del Neri e che giocheremo con un 4-3-3 formato, in avanti, dal tridente Lavezzi-Nilmar-Mannini. E se lo dice lui.
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venerdì, 14 marzo 2008
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lunedì, 10 marzo 2008
Il mite Alfredo ieri si è mostrato tutto sommato calmo, tranne in una circostanza: appurato che il Parma perdeva con la Sampdoria, si è improvvisamente esibito in un mefistofelico e dispotico: "VAAA', VAAAA', VAI!!!", sfogando in questo modo tutta la rabbia che aveva accumulata (e repressa) in corpo dall'età di tre anni circa e palesando, senza peli sulla lingua, il suo smisurato (quanto immotivato) odio verso Parma. Mancava solo una risata alla Vincent Price di contorno, per intenderci.
L'uomo delle bollette dal canto suo si è ricordato ad inizio ripresa di non essersi fatto il segno della croce (ua', i nun m'ero fatto o segn da croce) ed è precipitato nella totale disperazione. C'è da sapere, infatti, che l'uomo delle bollette è, tra le altre cose, fortemente superstizioso; la sua superstizione però non si riferisce a niente di convenzionale; non riguarda né particolari riti magici, né forme popolari di cristianesimo, né diffuse credenze astrologiche. La sua superstizione inerisce, invece, a scientifiche ripartizioni dei posti, da lui stesso definite: l'uomo delle bollette crede cioè che il sistemare in un certo modo gli spettatori rispetto ai posti della Tribuna, possa influire positivamente sulla partita del Napoli, al punto da garantirgli la sicura vittoria. Perché questo avvenga, l'uomo delle bollette, con profondo spirito altruistico, si incarica personalmente di distribuire gli spettatori, secondo un criterio assolutamente sconosciuto a noi comuni mortali, nelle caselle numerate della Tribuna Nisida, che evidentemente ai suoi occhi appare come un'enorme distesa di segni sopiti che aspettano solo di essere interpretati da un intelletto particolarmente efficace (il suo); a questa predisposizione, da parte dell'uomo delle bollette, al sovvertimento dell'ordine della Tribuna Nisida fa da contraltare l'acribia ro'chiatt, ferreo manutentore dell'ordine costituito, e pronto ad immolarsi perché ogni spettatore rispetti il posto che gli compete.
E quando neanche le scientifiche (della stessa scienza che adopera per giocare bollette) misure di sicurezze, relative alla ripartizione dei posti, prese dal nostro eroe riescono a sortire effetti positivi sull'andamento della gara, non resta che l'ultima ratio. Prima delle lacrime, la fede. Caduta la scienza rest o segn da croce. E l'uomo delle bollette lo sa perfettamente. E pensare che ogni volta che arriva allo stadio la sua introduzione tipo è: "ua', guagliu', aggia pers tutt'e bullett".
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venerdì, 07 marzo 2008
La questione è poi questa: l'uomo delle bollette non si limita a fare una domanda ed aspettare la risposta ad essa inerente; no, nel momento stesso in cui ha posto una domanda a qualcuno ne pone almeno altre cento ad altrettante persone. Per questo, magari, è portato ad attribuire una risposta inadeguata alla rispettiva domanda. Così, mentre ha posto la domanda su quale partita si era perso allo sconsolato padre della bambina, era già intento a trafficare con un altro capannello di persone che, fameliche, gli si fanno ininterrottamente incontro; e quando si è sentito, innocuo, questo Udinese pronunciato dalla bambina, che poteva benissimo riferirsi a tutt'altro, doveva essere passato almeno un quarto d'ora dal momento in cui aveva fatto la domanda. Ma si sa, all'uomo delle bollette basta un minimo movimento delle labbra per ritenere che quella sia la tanto attesa risposta a una domanda fatta mezz'ora prima e così, mentre intratteneva, a suo modo, gruppetti di persone ovunque la situazione lo permettesse, appena gli arriva alle orecchie questo dolce Udinese, lascia tutti alle loro vane parole per rivolgersi all'ignara bambina, che magari era persa in uno dei suoi sogni infantili: "NOOOOO, CH CAZZ DICE, CU L'UDINESE CE STEV", di sobbalzo, un attimo prima di riprendere, come se nulla fosse successo, a confabulare con uno dei suoi infiniti sparring partner.
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martedì, 04 marzo 2008
L'uomo delle bollette si presenta allo stadio ogni settimana munito di una quantità industriale di bollette giocate che, sistematicamente, si rivelano perdenti. Conosce uno per uno tutti i tifosi della Tribuna Nisida ed è solito far girare le sue bollette (in cerca di conferme, suggerimenti, ma più che altro per far valere la sua scienza) che, senza soluzione di continuità, passano dalle sue mani a quelle del suo compare di posto per poi disperdersi verso le prime file della Tribuna e, infine, ritornare nelle sue mani attraverso l'intermediazione di una persona seduta alle sue spalle.
Ebbene, nella partita di domenica l'uomo delle bollette è stato colto da un improvviso e lacerante dubbio: quale partita si era perso? La natura stessa del dubbio lascia intedere che razza di personaggio possa essere l'uomo delle bollette, uno che non riesce a ricordarsi da solo a quale partita fosse mancato; così inizia a chiederlo in giro, rompendo le palle a destra e manca. Una tenera bambina a un certo punto si lascia scappare un innocuo e spensierato "...Udinese"; e lui, per tutta risposta: "NOOOOO, CH CAZZ DICE, CU L'UDINESE CE STEV", probabilmente mortificando a vita la bambina. Poi trova dei momenti di pace, non si sa come, ma trova pace. Dopodichè, nel bel mezzo della partita, una nuova ossessione inizia ad animare la mente iperattiva dell'uomo delle bollette; ossessione che non lo abbandonerà fino al termine della gara: Rizzoli, chi era costui? Tutta la sua eccitazione non era destinata al fatto che il Napoli vincesse contro l'Inter ma all'esaltazione dell'arbitro Rizzoli, idolatrato per aver arbitrato ottimamente il derby di Torino. Così, ex nihilo, eccolo prodursi in una considerazione tanto geniale quanto fulminante: "(Rizzoli, Rizzoli)...ma Rizzoli è anche (aspe'), è anche un BUON EDITORE". Ogni altra parola appare superflua. E pensare che domenica sono venuti a mancare anche l'uomo all'incontrario e il mite Alfredo, inseparabili e per questo entrambi febbricitanti; al loro posto si sono presentate due sagome alternative, altrettanto complementari: nu viecchio e nu giovane. C'è da osservare ancora una volta come l'uomo all'incontrario, pur non essendoci, non ha mancato di svolgere le proprie mansioni: la sua imprevedibile assenza, infatti, ha sancito l'inaspettata presenza del Napoli. E speriamo a questo punto che ci sia un seguito contro la Roma.
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categoria:racconti, cazzate, calcio