Show del mite Alfredo che non perde occasione per mostrare il suo odio atavico verso il Parma; ieri in compagnia, per la seconda volta di seguito, di figli perfettamente simmetrici alla sua doppia personalità: l'uno cazzaro e invadente l'altro sonnolento e remissivo. La volta scorsa il figlio cazzuto non faceva altro che chiedere in giro i risultati delle partite ai soliti noti della Tribuna, suscitando a più riprese il rimprovero del mite Alfredo, timoroso delle potenziali e sacrosante ripercussioni fisiche sul figlio, che non mancava di inserirsi avventatamente anche in isteriche dispute tra sostenitori di Calaiò e Sosa.
Ieri però il figlio era dotato di apposita radiolina per seguire i risultati delle partite, fatto che l'ha parzialmente placato; a un certo punto Parma uno Reggina zero, ed ecco il mite Alfredo svegliarsi di soprassalto dal suo abituale torpore prima ancora che il figlio avesse concluso la frase, anzi aveva pronunciato appena appena la parola Parma. CHI?, fa Alfredo, pieno di cazzimma, lasciando trasparire un tale odio verso il Parma che per poco si ripercuoteva anche sull'ignaro figlio, reo ai suoi occhi di aver fatto segnare il Parma con la sola forza del pensiero. Su questa cosa che il Parma vincesse il mite Alfredo proprio non ci poteva passare; chiedeva in giro, postulava ipotesi alternative, bestemmiava contro la Reggina, fin quando non si è ribaltato il risultato: "ha segnato la Reggina", prorompe all'improvviso pieno di soddisfazione, riferendosi al secondo gol, un urlo di goduria incomprensibile nel silenzio della Tribuna che probabilmente in quei frangenti avrebbe voluto seguire la partita del Napoli piuttosto che conoscere il risultato di Parma. E poco prima, espulso Paci (del Parma), doppiando il figlio che come al solito, quando si tratta di notizie inerenti al Parma, non riusciva neanche a concludere la frase che il mite Alfredo, telepaticamente, cnosceva già gli esiti delle sue parole.
Alla fine restano le conversazioni da bar con l'inseparabile uomo all'incontrario.
"Però, sai Alfre', a me farebbe piacere se il Parma retrocedesse"; e Alfredo, che non poteva lasciare cadere di certo una valutazione del genere senza esprimere il proprio giudizio (BRAV' BRAV'), con il sangue agli occhi, sospinto da incubi annichilenti e miasmi irrazionali che mal si addicono alla sua celebrata mitezza. Cercando, contemporaneamente, di trascinare anche l'amico in questo vortice ossessivo e autodistruttivo.
Altra attività cara al mite Alfredo è la ricerca, con conseguente stanamento, di complotti calcistici; in occasione dell'infortunio di Iezzo si era pronunciato dicendo che il portiere napoletano era stato freddato, con mazza da baseball (attenzione all'elemento folkloristico), da un indemoniato Domizzi che l'avrebbe sorpreso mentre fotteva con sua moglie. Ieri invece ha detto che, nella partita contro il Parma della settimana scorsa, si era venuto a creare un cortocircuito tra giocatori italiani, che si erano venduti la partita, e giocatori sudamericani che non ne sapevano niente. Che abbia ragione il mite Alfredo? Chi di voi non avrebbe creduto ciecamente alle parole del mite Alfredo? Fosse solo per la presenza, conclamata, di una mazza da baseball. A noi resta la speranza che il Parma retroceda, ma soltanto per poter osservare un mite Alfredo al pieno della sua estasi, estasi - è bene dirlo - che supererebbe ampiamente qualsiasi successo del Napoli, fosse anche lo scudetto.