lunedì, 04 febbraio 2008
Ora che ascolto i Sonic Youth mi sembra quasi di poter tornare indietro nel tempo. Bologna, Drunken Butterfly. I love you, i love you, i love you, what's your name? sbraita Kim Gordon, e io penso che il tuo nome ormai l'abbia perso da un po'; allora rileggo le tue lettere, quelle attraverso cui fermare questi attimi per custodirli e riviverli quando mi pare: questo vorrei, alla ricerca del punto in cui abbiamo deciso (così, tanto per non annoiarci) che sarebbe stato meglio farsi del male, da lì alla fine dei giorni. Sai cosa mi spaventa? No, non la mancanza di affetto, per quello non si è mai potuto contare molto su di te; ma è come se una parte della mia coscienza fosse morta, quella per cui speravo di trovare in te un riferimento culturale, etico, prima che affettivo. Hai dilapidato tutto, tutto! Ora mi pare di comprendere chiaramente che quel tuo inziale, innocente, ho paura del futuro, una paura pazzesca trova compimento e distruzione in quell'ultimo, sadico, sono squallida.
postato da: DottorBenway alle ore 10:07 | Permalink | commenti (5)
categoria:amore, appunti
giovedì, 17 gennaio 2008
Come posso rinunciare alla novità, visto che una ragazza, per quanto deliziosa e provocante sia stata un tempo, mi diventerà inevitabilmente familiare quanto un pezzo di pane? Per amore? Quale amore? Quello che tiene legate tutte le coppie che conosciamo (quelle che si sono date la pena di lasciarsi legare)? Non è piuttosto debolezza? Non è piuttosto convenienza, apatia, senso di colpa? Non è piuttosto paura, estenuazione, inerzia, pura e semplice mancanza di coraggio, molto, molto più dell'«amore» di cui sognano sempre i consulenti matrimoniali, i parolieri e gli psicoterapisti? Per favore, non prendiamoci per il culo con l'«amore» e la sua durevolezza. Ecco perché chiedo: come faccio a sposare una che «amo» sapendo perfettamente che tra cinque, sei, sette anni andrò per le strade a caccia di figa fresca, mentre la mia devota moglie, che mi ha organizzato un focolare così accogliente, eccetera, sopporta coraggiosamente la solitudine e il rifiuto? Come faccio ad affrontare le sue lacrime strazianti? Non potrei.
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categoria:citazioni, amore, letteratura