Bianche e innevate erano le lande dell’estrema pendice nord, in Fargo, di una bianchezza che, eliminando qualsiasi contrasto estetico, eliminava altresì qualsiasi riferimento morale; riarsa dalla calura e desolata è la terra in Non è un paese per vecchi, riflessione definitiva dei Coen sul significato e sul destino dell’America; un’America squallida e irrimediabilmente compromessa, accecata da un’avidità fine a se stessa, un Paese perso in una spirale autodistruttiva, che ha eletto il denaro a protagonista assoluto della propria vita, la violenza ad unica condizione nei rapporti interpersonali; in cui, padri assenti e indecifrabili, appaiono e si dissolvono come spettri, come lascia intuire il titolo del film e come viene confermato dalle raccapriccianti e disincantante didascalie di Tommy Lee Jones – che guarda la storia americana dall’esterno, cinico e disilluso, senza capirne più il senso e senza che, ormai, possa prendere parte agli eventi –, l’ultima delle quali, in coda, viene racchiusa proprio intorno al racconto di un sogno su suo padre. La regia dei Coen è inquieta e travolgente (alzi la mano chi non ha avuto una stretta allo stomaco nell’interminabile duello tra Javier Bardem e Josh Brolin), assecondata da una sceneggiatura di prim’ordine e da dialoghi irreprensibili; il contrappunto grottesco è, poi, nerissimo: affidare al cattivo di turno l’unico ruolo morale della storia. Javier Bardem diventa così metafora dello spirito americano, un uomo che – differentemente da altri personaggi, che vedono nel denaro solo il ritorno di una occasionale fortuna – nutre, invece, verso i soldi una sorta di angoscia tutta calvinista (come dimenticare la sequenza in cui infligge il denaro al ragazzino che gli aveva dato la camicia?), che uccide per mantenere promesse e restare fedele ai propri principi di vita, anche quando gli si fa notare che, in fondo, non c’è necessità di uccidere. Se tutto quello che hai fatto ti è servito ad arrivare fin qui (a morire), a cosa ti è servito quello che hai fatto? Morale che trova la sua perfetta realizzazione quando Bardem rimane solo dinanzi alla ignara moglie di Brolin per ucciderla, in una sequenza che mette definitivamente alla berlina l’ipocrisia dell’american way of life: il marito, che avrebbe potuto salvarle la vita, non ha esitato un attimo a scegliere due milioni di dollari al posto dell’amore verso di lei. E, quand’anche tutte le valutazioni di questo tipo venissero a cadere, resta comunque il più radicale tra i precetti americani: il mito della sorte, la dea bendata; l’idea che la vita umana sia un'enorme testa o croce sociale, a cui l’uomo deve rispondere sempre positivamente attraverso la propria azione individuale. Ognuno sceglie il proprio destino. Il segreto del successo.
Ma anche tutto questo è destinato a finire; l’incidente occorso a Bardem sul finire del film dimostra come nuove spinte centrifughe siano capaci di abbattere, casualmente, anche il più testardo e terrificante precettore della morale. E i vecchi di cui parla il titolo e che Tommy Lee Jones ci descrive con infinita nostalgia, saranno costretti ad essere spazzati definitivamente via dal nuovo, amorfo, che avanza.

